Abbazia di Santa Maria de Olearia: Orari 2018 e Info


Santa Maria de Olearia resterà aperta ogni mercoledì e sabato dalle 15:30 alle 18:30 ed ogni domenica dalle 10:00 alle 13:00, da sabato 24 Marzo al 1 Novembre 2018 con aperture straordinarie a Pasquetta e a Dicembre
Nelle date programmate l’ingresso è gratuito. (Eventuali variazioni dei consueti giorni di apertura sono segnalate nel calendario completo 2018 a fondo pagina)
Per gruppi è gradita la prenotazione.

— Storia ed info —

Il complesso monumentale di Santa Maria de Olearia viene considerato tra i più importanti insediamenti monastici del territorio amalfitano.

Santa Maria de Olearia è una preziosa testimonianza di arte e architettura del primo Medioevo, reso noto per la prima volta nel 1871 da Salazaro ne gli “Studi sui monumenti dell’Italia meridionale dal IV al XIII secolo”, pubblicandone alcuni disegni degli affreschi dell’abbazia.
La  sua costruzione risale al tempo del primo Arcivescovo di Amalfi, Leone, che concesse a Pietro l’eremita di realizzare la chiesa di Santa Maria de Olearia, come riporta il Liber pontificalis ecclesiae amalfitanee. Pietro probabilmente era un monaco proveniente dalla Sicilia o dalla Calabria, arrivato in Costiera alla fine del X sec. per sfuggire alla dominazione araba che causò un massiccio esodo di monaci, soprattutto di rito greco.
La struttura fu ampliata con l’arrivo di numerosi anacoreti. L’evoluzione del sito in senso monastico si ebbe però a partire dal 1087, quando l’eremo fu concesso a Pietro Pappacarbone, abate del monastero benedettino della SS. Trinità di cava dei Tirreni, dal Duca Ruggero Borsa. Il primo abate fu Taurus, come ricordato da una lapide commemorativa, e l’ultimo nel XVI sec. Giacomo Silverio Piccolomini. Nel 1580 l’abbazia venne incorporata nel Capitolo della Diocesi di Amalfi.
Il complesso monumentale di Santa Maria de Olearia è costituito da tre cappelle sovrapposte , mentre il restante edificio è stato completamente trasformato per essere adibito ad abitazione privata.
La caratteristica costruttiva delle architetture è data dai materiali con cui è stata realizzata, oltre ai marmi per le colonne e i capitelli, da semplice pietrisco di roccia e malta ricoperta da intonaco. I dipinti che lo decorano costituiscono il dato di maggiore interesse.

Gli affreschi di Santa Maria de Olearia costituiscono un’ importante testimonianza nell’ambito dei cicli pittorici medievali campani.

I primi lavori ad essere realizzati a Santa Maria de Olearia furono certamente quelli dell’ambiente denominato “ Catacomba”. Il lessico pittorico e i confronti con alcune opere coeve, farebbero collocare la Vergine orante, intorno al X secolo, con elementi di matrice campana fusi con elementi orientali.

Il primo livello mantiene lo spazio originario. Attualmente si accede ad una sorta di anticamera che dà accesso alla cappella, di forma quadrata con tre absidi rivolte ad est, con un innalzamento del calpestio di mezzo metro circa. La cappella è arricchita da un ciclo di affreschi che presenta due diversi strati. Uno è quello della Vergine orante vestita di rosso  con un maphorion blu. Il santo alla sua sinistra presenta un abito militare identificato con San Demetrio, martire cristiano del II-IV secolo a cui era stata dedicata una chiesa nella vicina Maiori. Sulla destra della Madonna vi è un Santo barbato, probabilmente San Paolo, vestito con una tunica bianca. Al di sotto di questa scena, vi è un riquadro che richiama delle specchiature marmoree, mentre al di sopra un lacerto di affresco sembrerebbe mostrare una scena raffigurante i quattro fiumi del Paradiso.

Anche due delle tre absidiole presentano una decorazione pittorica di diversa mano esecutrice ed epoca di realizzazione. Nell’abside meridionale sono raffigurati tre personaggi acefali. La figura centrale, Cristo, è vestita con una tunica bianca: alla sua destra San Giovanni Battista e alla sua sinistra San Giovanni Evangelista. Nell’abside centrale è campita la figura di Cristo in posa benedicente. Egli indossa una tunica bianca con un mantello d’oro e regge con la mano sinistra un rotolo svolto. Lo affiancano due arcangeli in tunica e loros dorati con orbicoli. Di fase successiva è la figura della Santa con maphorion rosso che deve essere stato eseguito dopo l’abbattimento del muro che separava l’ambiente absidato da quello meridionale. L’abito del donatore, la resa delle barbe dei personaggi sembrano ricondurre l’affresco ad un clima longobardo,  ma il suo lessico pittorico influenzato da una cultura orientale.
Al secondo livello di Santa Maria de Olearia troviamo la cappella principale, che affaccia su un’ampia terrazza. Sulla facciata vi sono lacerti di affreschi di epoca differente, con un’unica scritta leggibile: 1110. La maggior parte degli affreschi dell’ambiente principale sono stati rinvenuti durante il restauro del 1988.
Sulla finestra meridionale sono rappresentate le scene dell’ Annunciazione e la Visitazione, mentre la Natività è la scena centrale: la Vergine appare distesa su un giaciglio, il Cristo è posto sulla destra della madre e più in alto il bue e l’asino gli sono accanto. In basso sulla destra, vi è Giuseppe che guarda verso il centro. I lacerti di due teste è tutto ciò che rimane della scena del primo bagno del Bambino a causa di una caduta di colore che non rende leggibile l’episodio. L’iconografia di questo tipo di Natività è dedotta dai Vangeli apocrifi.

La parte esterna della parete della Natività ospita una crocifissione fortemente danneggiata. La parete settentrionale ospita l’adorazione dei Magi, raffigurati sulla sinistra della composizione, in ginocchio, nell’atto di offrire i doni, mentre della Vergine con il Bambino restano solo le parti inferiori. Un tondo raffigurante il Cristo Pantocratore, si staglia sulla volta di colore blu, con quattro angeli e due arcangeli che si alternano ai simboli degli Evangelisti. Nei punti di raccordo della volta con la muratura, racchiuse in cornici, vi sono alcune figure di Profeti del Vecchio Testamento.
Al di sopra della chiesa maggiore, al terzo livello, si trova una piccola cappella, voltata a botte, la cui abside è rivolta a nord, mentre a sud si apre una piccola finestra. La cappella è decorata con il ciclo della vita di San Nicola. Il culto del Santo si diffonde in Oriente tra il V e il VI secolo, mentre in Occidente nel VII secolo. Il ciclo pittorico della cappella dovrebbe andare letto partendo dall’angolo di sud-est. Il primo episodio fa riferimento al miracolo dei naviganti, i quali trovatisi in difficoltà, invocarono l’aiuto di San Nicola per essere tratti in salvo. Sulla parete ad est è riportata la prima parte della Praxis de stratelais, unico episodio conosciuto sulla vita del Santo nei primi anni del culto nicoliano. La prima parte è costituita dallo scoppio di tumulti al poto di Andriake, poi a Myra. San Nicola viene informato della condanna a morte di tre cittadini myresi e strappa la spada dalle mani del carnefice e libera i tre cittadini. Nella seconda parte della scena San Nicola va in sogno a Costantino e al suo primo ministro Ablavio intimando loro di liberare i tre innocenti. L’ultima scena dovrebbe rappresentare il ringraziamento da parte dei tre generali.
Nell’abside si trova una Vergine stante con il Bambino, affiancata sulla destra da San Paolino e a sinistra da San Nicola. Sull’arco absidale troviamo San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista che indicano un tondo in cui si intravede un agnello. Il sottarco è decorato da un Cristo in Maestà racchiuso in una mandorla sostenuta da quattro angeli. A sud della mandorla si trova una teoria di Santi molto danneggiati. Ai due lati della finestrella troviamo San Nicola e San Cesario. Le differenze stilistiche all’interno di questo ciclo, sembrerebbero indicare la presenza di artisti diversi.

Santa Maria de Olearia: Orario 2018

24 marzo 15.30 – 18.30 sabato
25 marzo 10.00 – 13.00 domenica
28 marzo 15.30 – 18.30 mercoledì
31 marzo 15.30 – 18.30 sabato
1 aprile 10.00 – 13.00 domenica
2 aprile 10.00 – 13.00 lunedì
4 aprile 15.30 – 18.30 mercoledì
7 aprile 15.30 – 18.30 sabato
8 aprile 10.00 – 13.00 domenica
11 aprile 15.30 – 18.30 mercoledì
14 aprile 15.30 – 18.30 sabato
15 aprile 10.00 – 13.00 domenica
18 aprile 15.30 – 18.30 mercoledì
21 aprile 15.30 – 18.30 sabato
22 aprile 10.00 – 13.00 domenica
25 aprile 15.30 – 18.30 mercoledì
28 aprile 15.30 – 18.30 sabato
29 aprile 10.00 – 13.00 domenica
1 maggio 10.00 – 13.00 martedì
2 maggio 15.30 – 18.30 mercoledì
5 maggio 15.30 – 18.30 sabato
6 maggio 10.00 – 13.00 domenica
9 maggio 15.30 – 18.30 mercoledì
12 maggio 15.30 – 18.30 sabato
13 maggio 10.00 – 13.00 domenica
15 maggio 15.30 – 18.30 mercoledì
19 maggio 15.30 – 18.30 sabato
20 maggio 10.00 – 13.00 domenica
23 maggio 15.30 – 18.30 mercoledì
26 maggio 15.30 – 18.30 sabato
27 maggio 10.00 – 13.00 domenica
30 maggio 15.30 – 18.30 mercoledì
2 giugno 15.30 – 18.30 sabato
3 giugno 10.00 – 13.00 domenica
6 giugno 15.30 – 18.30 mercoledì
9 giugno 15.30 – 18.30 sabato
10 giugno 10.00 – 13.00 domenica
13 giugno 15.30 – 18.30 mercoledì
16 giugno 15.30 – 18.30 sabato
17 giugno 10.00 – 13.00 domenica
20 giugno 15.30 – 18.30 mercoledì
23 giugno 15.30 – 18.30 sabato
24 giugno 10.00 – 13.00 domenica
27 giugno 15.30 – 18.30 mercoledì
30 giugno 15.30 – 18.30 sabato
1 luglio 10.00 – 13.00 domenica
4 luglio 15.30 – 18.30 mercoledì
7 luglio 15.30 – 18.30 sabato
8 luglio 10.00 – 13.00 domenica
11 luglio 15.30 – 18.30 mercoledì
14 luglio 15.30 – 18.30 sabato
15 luglio 10.00 – 13.00 domenica
18 luglio 15.30 – 18.30 mercoledì
21 luglio 15.30 – 18.30 sabato
22 luglio 10.00 – 13.00 domenica
25 luglio 15.30 – 18.30 mercoledì
28 luglio 15.30 – 18.30 sabato
29 luglio 10.00 – 13.00 domenica
1 agosto 15.30 – 18.30 mercoledì
4 agosto 15.30 – 18.30 sabato
5 agosto 10.00 – 13.00 domenica
8 agosto 15.30 – 18.30 mercoledì
11 agosto 15.30 – 18.30 sabato
12 agosto 10.00 – 13.00 domenica
15 agosto 15.30 – 18.30 mercoledì
18 agosto 15.30 – 18.30 sabato
19 agosto 10.00 – 13.00 domenica
22 agosto 15.30 – 18.30 mercoledì
25 agosto 15.30 – 18.30 sabato
26 agosto 10.00 – 13.00 domenica
29 agosto 15.30 – 18.30 mercoledì
1 settembre 15.30 – 18.30 sabato
2 settembre 10.00 – 13.00 domenica
5 settembre 15.30 – 18.30 mercoledì
8 settembre 15.30 – 18.30 sabato
9 settembre 10.00 – 13.00 domenica
12 settembre 15.30 – 18.30 mercoledì
15 settembre 15.30 – 18.30 sabato
16 settembre 10.00 – 13.00 domenica
19 settembre 15.30 – 18.30 mercoledì
22 settembre 15.30 – 18.30 sabato
23 settembre 10.00 – 13.00 domenica
26 settembre 15.30 – 18.30 mercoledì
29 settembre 15.30 – 18.30 sabato
30 settembre 10.00 – 13.00 domenica
3 ottobre 15.30 – 18.30 mercoledì
6 ottobre 15.30 – 18.30 sabato
7 ottobre 10.00 – 13.00 domenica
10 ottobre 15.30 – 18.30 mercoledì
13 ottobre 15.30 – 18.30 sabato
14 ottobre 10.00 – 13.00 domenica
17 ottobre 15.30 – 18.30 mercoledì
20 ottobre 15.30 – 18.30 sabato
21 ottobre 10.00 – 13.00 domenica
24 ottobre 15.30 – 18.30 mercoledì
27 ottobre 15.30 – 18.30 sabato
28 ottobre 10.00 – 13.00 domenica
31 ottobre 15.30 – 18.30 mercoledì
1 novembre 10.00 – 13.00 giovedì
7 dicembre 14.30 – 17.30 venerdì
8 dicembre 14.30 – 17.30 sabato
21 dicembre 14.30 – 17.30 venerdì
22 dicembre 14.30 – 17.30 sabato
23 dicembre 10.30 – 13.00 domenica
26 dicembre 14.30 – 17.30 mercoledì
30 dicembre 10.30 – 13.00 domenica

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